Piccole storie ossitociniche: intreccio, tra le mie dita, la trama del tuo sonno.

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Sirio ha quasi 8 anni e questa settimana, dopo tanta attesa, dovrà fare un piccolo intervento. Resterà solo un giorno in ospedale, è una cosa veloce. Abbiamo molto parlato di ogni cosa che succederà e lui sembra molto sereno.

Arriva il giorno.

Entriamo in reparto e lui indossa il pigiama preparato per lui. Lo vediamo che parla, parla, parla, salta, sale e scende dal letto, e chiude e apre la tenda che protegge il letto dalla vista degli altri e sbuffa e parla e salta e fa tutto di nuovo. É visibilmente nervoso. Ha dormito poco e male, non ha fatto colazione, non può bere né mangiare e tutto questo lo rende impaziente e si somma al suo nervosismo.

Iniziano a preparare i primi bambini. Lui è grande, di certo dovrà aspettare un po’ di più. Comprensibilmente hanno priorità i bambini piccoli e gli interventi più complessi. Sarebbe bello che riuscisse a riposare…ma per come stanno le cose, sembra davvero impossibile. Eppure ci provo.

“Posso farti un massaggio?”

Lui resta un momento in silenzio, come riflettendo.

“Mamma, ho paura”

“Lo so. É giusto e normale. Per questo siamo qui con te. Sai, in questo ospedale sono molto bravi, sono davvero sicura che andrà tutto bene”.

“Mi sento nervoso, non riesco a stare fermo”

“Posso farti un massaggio?”

“Sì, mamma, grazie”

“Dimmi tu da dove vuoi che inizi”.

Sirio è un bambino massaggiato e lo sa bene: il luogo delle emozioni è il torace. Mi prende i polsi e mi tira finché le mie mani non si posano proprio lì, al centro del petto. Resto. Respiro. Le mani che riposano sul groviglio di emozioni. Lui sospira, sobbalza. Poi, si calma. Silenzio. Le mani scivolano verso le spalle e poi tornano. Si incrociano in movimenti lenti. Piano, piano lo sento ammorbidirsi. Si gira e mi offre la schiena. Avanti ed indietro come le onde del mare, le sue braccia si aprono e si abbandonano al materasso. Trascino via le tensioni, disegno spirali d’amore. Resto, di nuovo. Le mani che riposano su un nuovo momento: il respiro regolare, profondo. Sotto al ciuffo di capelli spettinati i suoi occhi finalmente si sono chiusi e lui riposa. Resto ancora, non si può andare via all’improvviso. Restando, saluto con gratitudine, la sua rilassatezza. Restando, ringrazio il mio percorso di vita per avermi donato questo strumento immenso di relazione.

Tra le mie dita si è intrecciata la trama del suo sonno, sonno di benessere che gli risparmia i pianti intorno, dei bimbi che già tornano e si risvegliano dall’anestesia. Gli risparmia i bip-bip delle macchine, l’inquinamento della paura, la tensione dell’attesa. Sonno di benessere che rasserena anche me, le mie mani che stanno e che adesso possono scivolare via, tirare delicatamente il lenzuolo e, finalmente, nella quiete, andare a posarsi sul mio torace di mamma, a liberare le mie emozioni.

(Veronica)

marchio 2000 con sfondo

Un immenso grazie ad  AIMI – Massaggio Infantile che ha curato la mia formazione e continua a farlo in modo inappuntabile, ma che, soprattutto, ogni giorno, attraverso i suoi insegnanti, dona questo meraviglioso strumento a centinaia di genitori.

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