Vaccini…ma quante domande: possibili danni da vaccino o da malattie

foto-vaccino.Eccoci dunque arrivati alla seconda tappa del nostro lavoro, quella che riguarda i possibili danni da vaccino o da malattie. Vi ricordo che cliccando sul nome del medico che vi interessa, avrete accesso al suo profilo completo di contatti per qualsiasi chiarimento, ulteriore curiosità o altro. 

Attenzione: la numerazione delle domande continua dal post precedente per qualsiasi necessità di confronto sulle risposte o di rimando a risposte precedenti, consultate il primo post! (le risposte che citano espressamente una risposta precedente danno la possibilità di accedere al primo post attraverso un link inserito nel riferimento, basterà cliccare su!)

12. Quali sono i possibili danni da vaccino?

ROSARIO CAVALLO Dipende dal vaccino; non si può dare una risposta generale; continuando a parlare di esavalente i possibili danni sono legati a reazioni allergiche a uno dei componenti; tali reazioni sono assolutamente imprevedibili ma eccezionalmente rare; la loro frequenza è centinaia di volte minore rispetto al rischio di riportare un danno da malattia se si decidesse di non vaccinarsi.

SIMONA MEZZERA Vedi risposta precedente numero 5

13 Quale incidenza si riscontra dei danni da vaccino?

ROSARIO CAVALLO Parliamo di una incidenza talmente bassa che un sistema di sorveglianza mediamente poco sensibile come quelli che operano in Italia non è in grado di quantificare in modo attendibile; secondo i sistemi di sorveglianza dei Paesi più avanzati si ipotizza una frequenza nell’ordine di 1:1 milione di somministrazioni; la battaglia per un sistema di sorveglianza efficiente è cosa buona e giusta e vede la ACP in prima linea e dovrebbe vedere sempre più spesso la collaborazione dei genitori pronti a segnalare al proprio medico qualunque importante reazione venga verificata nei giorni e settimane successivi.

SIMONA MEZZERA Non si hanno studi attendibili né riconosciuti su questo punto

14 Quali sono gli studi relativi alla connessione tra vaccini e autismo, tra vaccini e malattie autoimmuni, tra vaccini e tendenze allergiche?

ROSARIO CAVALLO Attenzione!! con questo ordine di grandezza nei confronti delle reazioni avverse gravi, occorrono osservazioni su milioni di bambini per poter affermare qualcosa di serio e quindi semplicemente non può esistere nessuno studio diverso dalla osservazione epidemiologica sulla popolazione che possa essere in grado di dire qualcosa. Alla fine dello scorso millennio fu il vaccino trivalente anti difto-tetano-pertosse ad essere imputato di causare malattie nervose progressive e invalidanti; in verità tale vaccino causava notevoli reazioni febbrili e a volte convulsioni febbrili (che è una evenienza molto spiacevole ma che non lascia nessun danno) ; il confronto statistico di intere popolazioni inglesi dimostrò che non esisteva nessuna correlazione tra vaccino e le temute conseguenze neurologiche; contemporaneamente però a causa di questi timori si ebbe un forte calo della adesione alla vaccinazione e a causa di una paura dimostratasi infondata si ebbero subito di nuovo epidemie di pertosse e un tragico aumento del numero di lattanti morti a causa di questa malattia che era stata messa sotto controllo e che invece per la paura ingiustificata del vaccino tornò ad essere frequente e mortale. Oggi si parla di autismo in relazione al vaccino antimorbillo rosolia parotite sulla base di un vecchio studio del tutto smentito successivamente; ma già il fatto che era uno studio sperimentale fatto su pochi bambini impedisce, come detto, di stabilire nessun tipo di correlazione. Questo vaccino è stato praticato e continua per fortuna ad essere praticato in miliardi di bambini; se ci fosse una correlazione sia pure rara con l’autismo avremmo visto un esplosivo aumento di questa patologia. Anche qui bisogna stare attenti a guardare bene cosa si trova scritto, perché in effetti è una realtà che oggi ci sia un grande aumento di diagnosi nell’ambito dello spettro autistico: vuol semplicemente dire che oggi c’è una maggiore sensibilità diagnostica, nel senso che se prima si diagnosticava come autistico solo il bambino con sintomatologia grave (avete visto Rain Man?), oggi si diagnostica anche il bambino con disturbi relazionali molti più lievi. In definitiva non ci sono dati epidemiologici e non c’è neppure una plausibile base scientifica che possa mettere in relazione le vaccinazioni con questi effetti.

SIMONA MEZZERA Vedi risposta numero 5

15. Io, genitore, sono in grado di identificare una reazione avversa da vaccino?

ROSARIO CAVALLO No, ma sono perfettamente in grado di identificare una reazione non banale occorsa dopo una vaccinazione; dovrò segnalarla in modo che poi gli specialisti possano verificare se davvero esiste un nesso di causa-effetto tra vaccino e reazione stessa, ricordando che come dicevano i latini, non sempre post hoc equivale a propter hoc; non tutto quello che accade dopo la vaccinazione dipende dalla vaccinazione.

SIMONA MEZZERA Qualsiasi reazione fuori dal normale compaia dopo il vaccino anche per un periodo di tempo superiore al mese dovrebbe essere segnalato al proprio medico e valutato in maniera approfondita

16. Cosa si deve fare in caso di sospetto danno da vaccino?

ROSARIO CAVALLO Vedi sopra

SIMONA MEZZERA Rivolgersi a un medico che abbia approfondito e quindi abbia una maggiore competenza sui possibili danni post vaccino

17. Che grado di pericolosità hanno le malattie per cui si vaccinano i neonati?

ROSARIO CAVALLO Sempre per l’esavalente: di tetano si muore (tra atroci sofferenze) quasi sempre; la difterite era causa di elevata mortalità e invalidità; la pertosse è una malattia gravissima e spesso mortale per i lattanti, è anche estremamente contagiosa; la poliomielite è una malattia invalidante, estremamente diffusiva, a volte mortale, incurabile diversamente; l’epatite B causa spesso epatite cronica e a volte epatocarcinoma; l’haemofilus è un germe che anche se raramente può causare meningiti gravi. A fronte di questi potenziali danni delle malattie abbiamo un rischio limitatissimo di reazioni allergiche gravi e un rischio abbastanza frequente di effetti collaterali trascurabili come un po’ di febbre dolore pianto. Oggi (a parte la pertosse) queste malattie non si vedono quasi più, proprio grazie alle vaccinazioni; ma i microorganismi che causano queste malattie non sono scomparsi del tutto e possono ricominciare a circolare in qualunque momento ci dovesse essere un sostanziale calo delle coperture vaccinali; è già successo più volte con la polio, la difterite, la pertosse e le conseguenze sono state terribili.

SIMONA MEZZERA Oggi come oggi nel mondo occidentale la maggior parte delle malattie per cui è ancora obbligatoria in alcune Regioni la vaccinazione sono scomparse vedi polio, difterite, epatite B

18. Quali sono le proporzioni di rischio tra danni da vaccino e danni da malattie contratte?

ROSARIO CAVALLO Come detto, per questo vaccino non c’è proprio proporzione

SIMONA MEZZERA E’ difficile dirlo perché non ci sono dati epidemiologici reali, la domanda è perché rischiare facendo a tutta la popolazione la vaccinazione e non sapendo come il singolo bambino reagirà per patologie da noi scomparse o considerate non dannose per la maggior parte a eccezione di bambini defedati o immunodepressi come per esempio nel morbillo, rosolia, parotite, varicella ecc…

19. Come si contraggono le malattie per cui ci si vaccina?

ROSARIO CAVALLO Rispondo sempre per l’esavalente: il tetano si contrae in seguito a ferite infettate dalle spore del batterio corrispondente (una causa oggi frequente è la puntura con le spine della rosa; a rischio sono sopratutto le donne che fanno giardinaggio; mamme vaccinatevi!); difterite, pertosse, haemofilo si trasmettono per contatto interumano; il virus dell’epatiteB per contatto stretto con liquidi biologici (sangue, sperma, saliva); polio per contatto diretto e attraverso le acque reflue

SIMONA MEZZERA Dipende dalla malattia nella polio, tifo, colera la trasmissione si dice orofecale, cioè dalle feci alla catena alimentare, per il tetano è tramite contatto fra microrganismo e ferita profonda, per l’epatite B tramite sangue o rapporto sessuale, per la maggior parte delle altre tramite l’apparato respiratorio.

20. Che incidenza ha l’encefalite da morbillo?

ROSARIO CAVALLO Circa 1:1.000; da vaccino antimorbillo si calcola 1:1.000.000

SIMONA MEZZERA Anche in questo caso difficile dare una valutazione oggettiva in quanto anche se il morbillo resta una malattia in cui è obbligatoria la denuncia una volta che il bambino la contrae questa non sempre viene effettuata per cui la stima delle conseguenze sicuramente è poco oggettiva. Quello che comunque negli ultimi anni si sta registrando è un netto calo sei casi di Panencefalite sclerosante subacuta con “la curiosa eccezione della Romania in cui si registrano 5-6 casi/anno/milione di abitanti indipendentemente dall’uso del vaccino” (cit. Roberto Gava “ Le vaccinazioni pediatriche” pag 357)

21. Che pericoli comporta la rosolia?

ROSARIO CAVALLO Gravissime e irrimediabili malformazioni congenite se contratta in gravidanza. La rosolia, come il morbillo, ha tutte le caratteristiche per poter essere eliminata completamente e definitivamente (così che non sarebbe neanche più necessaria la vaccinazione) dalla faccia della Terra, come è successo per il vaiolo che causava epidemie con altissima letalità e che col vaccino è scomparso dalla circolazione senza essere rimpiazzato da altri virus. Una volta si diceva che la malattia naturale fornisse una immunità per tutta la vita, mentre i vaccini no; in realtà neanche la malattia probabilmente conferisce immunità a vita in assenza dei richiami immunitari determinati dal contatto col virus in corso di nuove epidemie; ma quando i vaccinati erano pochi e quindi continuavano ad esserci ancora frequenti epidemie, anche loro sembravano essere diventati immuni “a vita” perchè la loro difesa immunitaria era richiamata tutte le volte che avevano un contatto con nuovi soggetti ammalati; la riduzione delle epidemie ottenuta grazie alla diffusione delle vaccinazioni impedisce invece il richiamo immunitario e si ha quindi una perdita progressiva di protezione (certamente più rapida nei vaccinati rispetto a chi ha avuto la malattia) che richiede la effettuazione di alcuni “richiami” vaccinali che è il prezzo da pagare finchè non si riesce a eradicare completamente questi virus.

SIMONA MEZZERA Il maggior pericolo è quando una donna incinta contrae nei primi 3-4 mesi di gravidanza questa malattia in quanto il feto può contrarre la rosolia congenita. Il vaccino come anche quello del morbillo o della parotite non dà una immunità a vita, come la malattia naturale, per cui il rischio che una donna che abbia avuto la vaccinazione a 10-11 anni sia poi da adulta non protetta c’è. Si effettua inoltre su tutta la popolazione anche quella maschile con lo scopo di eliminare il virus e quindi ridurre la diffusione della malattia non considerando che uno spazio virale lasciato vuoto viene subito riempito da un altro virus che può essere più dannoso per l’organismo umano in quanto nuovo e non ancora conosciuto dal nostro sistema immunitario.

22. Cos’è e come funziona l’effetto gregge?

ROSARIO CAVALLO Se si vaccina la maggioranza della popolazione si creano effetti su tutta la popolazione; in genere l’effetto è positivo: se si vaccina contro morbillo e rosolia il 95% della popolazione il virus non circola più e quindi si protegge anche il restante 5% e tra questi anche quei pochi soggetti in cui la vaccinazione è controindicata. A volte l’effetto gregge è negativo: se si vaccina solo il 60% si rendono meno frequenti le epidemie e quindi la malattia ha meno probabilità di essere contratta in età infantile e aumentano le probabilità di contrarla da adulto quando il morbillo è ancora più virulento e quando la rosolia fa veramente paura.

SIMONA MEZZERA Quando il 75% della popolazione è coperto dalla vaccinazione verso una data malattia il rimanente gode di una protezione passiva in quanto il microrganismo circola meno.

23. Quali sono attualmente le malattie debellate e quelle non debellate?

ROSARIO CAVALLO Debellato definitivamente solo il vaiolo; per le altre si è vista una riduzione in genere molto notevole del carico di patologia. Certamente le migliorate condizioni nutrizionali e igieniche hanno contribuito a questo risultato, ma il contributo dei vaccini resta fondamentale, come testimoniato dal caso della difterite, oggi in Italia praticamente scomparsa ma pronta a ritornare tragicamente di scena come è successo in Russia alla caduta del regime, quando per diversi anni ci fu una quasi sospensione dei servizi vaccinali. Alcune volte la riduzione del carico di patologia è meno significativo, ma questo non riguarda certo i vaccini di cui abbiamo parlato sinora.

SIMONA MEZZERA Polio, tifo, colera, epatite A sono nettamente diminuite nei paesi Occidentali anche per la presenza di reti fognarie che hanno portato a una netta riduzione di tutte le malattie a trasmissione oro fecale. La difterite è considerata debellata , anche l’incidenza di nuovi casi di Epatite B è nettamente diminuita.

24. L’estinzione di certe malattie è dovuta ai vaccini o alle pratiche igieniche?

ROSARIO CAVALLO Ho già detto che le due cose cooperano per lo stesso risultato, ma senza vaccinazione i casi di vaiolo potrebbero essere ridotti da buone pratiche igieniche ma mai sarebbero stati debellati; la stessa cosa per polio, morbillo, rosolia, che sono le uniche altre malattie potenzialmente eradicabili.

SIMONA MEZZERA Difficile dirlo. Probabilmente da entrambi, però nel caso di malattie a trasmissione orofecale di cui non è obbligatorio il vaccino possiamo dire che le misure igieniche da sole hanno limitato la presenza dei casi. Anche per quanto riguarda l’epatite B quando si è conosciuto la via di trasmissione del virus e come sterilizzare gli strumenti che potevano essere causa della propagazione della malattia si è riscontrato un cambiamento notevole nell’incidenza della malattia. Inoltre alcuni autori sostengono che ogni malattia ha un suo ciclo naturale di comparsa, acme e diminuzione.

25. In che modo e con che incidenza i flussi migratori possono agire sul ritorno di malattie attualmente debellate?

ROSARIO CAVALLO Non in modo determinante (a parte la polio); per le altre malattie il problema sussiste di per sé.

SIMONA MEZZERA La maggiore pericolosità può essere per le malattie a trasmissione respiratoria come per esempio la tubercolosi, per quanto riguarda altre come per esempio la polio la presenza della rete fognaria ci garantisce una protezione su un possibile contagio.

26. Che base scientifica c’è all’origine delle sentenze di risarcimento da danni da vaccino?

ROSARIO CAVALLO Per quella famosa e recente di Rimini (autismo-morbillo) assolutamente nessuna, ho letto il dispositivo della sentenza e il parere dei periti; in alcuni pochi casi ci può invece essere una vera correlazione;

SIMONA MEZZERA Per il momento non vengono riconosciuti esami specifici che possono assicurare che quello che vediamo sia legato alle conseguenze del vaccino. Rimane la osservazione clinica anche se a volte è difficilmente valutabile per esempio essendo il vaccino somministrato nei primi mesi di vita del bambino è difficile valutare i danni cerebrali che possono comparire se non si presentano in forma acuta, per cui tutte quelle forme di danno cerebrale che piano piano si fanno più presenti nello sviluppo del bambino possono essere difficilmente riconosciute come legate alla vaccinazione. Nel caso invece della encefalite post vaccinica può essere più facile da riconoscere in quanto compare da 7 a 10 giorni dopo il vaccino con sintomi quali apatia, sonnolenza, torpore mentale fino alla perdita di conoscenza, convulsioni.

27. Come si determina se un evento avverso è stato determinato dal vaccino?

ROSARIO CAVALLO E’ una procedura tecnica lunga e complessa; impossibile da riassumere in poche parole

SIMONA MEZZERA Forse varrebbe fare questa domanda a un avvocato specializzato in sentenze su danni da vaccini

28. Che affidabilità ha il KIT disponibile in USA per stabilire i danni da vaccino?

ROSARIO CAVALLO Non lo conosco, ma mi sembra una “bufala”, le procedure sono troppo complesse, credo sia impossibile contenerle in un kit.

SIMONA MEZZERv. sopra

Spero vivamente che queste domande rispecchino i dubbi di ciascuno, e che le risposte abbiano contribuito a fare un po’ di chiarezza e a far “sentire” a ciascuno la strada più adatta alle proprie idee e ai propri valori. Ovviamente i genitori che avevano già un’idea salda sull’argomento probabilmente troveranno la parte opposta alla propria, ridicola e superflua. Puro Contatto non ha, però, né ha mai avuto, la pretesa di cambiare le scelte di nessuno ma di offrire strumenti per giudicare a coloro che stanno scegliendo una via. Ringrazio ancora una volta i nostri medici esperti che si sono prestati a titolo assolutamente gratuito a rispondere alle domande e a “metterci la faccia” (e l’email!!!!). E ringrazio tutti i genitori che hanno letto  e leggeranno questo ed i prossimi articoli con la serenità del libero confronto ed il rispetto per le scelte e per il sentire altrui!

Veronica

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