Benedire i figli

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Questo articolo mi sta frullando in testa da un bel po’ di tempo. Ma è un articolo confusionario, che mette tanta carne al fuoco e davvero non son sicura di riuscire a trasmettere quel vortice di associazioni mentali che mi si scatena ogni volta che penso alla benedizione.

Da tempo immemore abbiamo rilegato la benedizione all’ambito religioso…o chi sa non gli sia sempre appartenuta! Certo è che vi abbiamo piano, piano completamente rinunciato lasciando l’atto di benedire alle guide spirituali.

Da quando ho scelto il Brasile come mia seconda patria, ho incontrato la benedizione nelle case: i bambini la chiedono agli adulti di casa al mattino appena svegli e la sera prima di dormire. La chiedono porgendo la mano destra da baciare e baciando a loro volta la destra di chi li benedice. Gli adulti interrompono le proprie occupazioni e si concentrano sul bambino, lo guardano negli occhi, e gli augurano tutto il bene, in nome di Dio ma anche senza necessariamente doverlo tirare in ballo.

L’ho sempre trovato un momento di estrema dolcezza e comunicatività.

Ma non sarebbe sufficiente, forse, per scrivere un articolo. E qui entrano in gioco le associazioni mentali.

Nel mio quotidiano di mamma mi rendo conto ogni giorno di quanti messaggi negativi passiamo ai nostri bambini.

“Sei ancora troppo piccolo, non ce la fai”

“Attento, ti fai male, non sai usare questo strumento”

“Suvvia ma non vedi che sei piccolo, cosa pretendi di fare?”

“Aspetta, ti aiuto io sennò non ce la fai”

E tanti altri.

Sono frasi spontanee, dettate dall’amore, dall’attenzione e dall’istinto di protezione.

Ma inevitabilmente sono frasi che tendono a calare una piccola coltre di sfiducia nelle capacità dei piccoli.

L’ideale sarebbe fidarci di loro e guardarli da lontano, fare i “genitori pigri” insomma. Ma non sempre è facile o possibile. Non tutti siamo uguali e veniamo da storie e percorsi diversi. E’ necessario rispettarsi.

Potremmo, forse, lavorare sulla comunicazione, sul nostro modo di richiamare o di intervenire ma, di nuovo, non sempre è facile o possibile, non sempre è naturale, non sempre ci sentiremmo a nostro agio.

Io non sono una psicologa né un’esperta in comunicazione, ma adoro i momenti un po’ magici che ci ricaricano le energie, che ci mettono in contatto. Ed in mezzo a tanti messaggi negativi “involontari”, penso che potremmo riscoprire, illuminandola di nuova luce, l’antica consuetudine di benedire. Un messaggio totalmente positivo, totalmente consapevole, tenero e serio come lo sono i momenti di vero contatto.

Un momento, ad inizio o fine giornata, in cui guardiamo i nostri figli negli occhi e diciamo loro tutto il bene e soltanto il bene. Un momento di contatto di pelle e anima.

Potremmo, così, forse, strappare la benedizione al contesto religioso e restituirla alla sua etimologia. Potremmo benedire i bambini, con questa o con altre parole. In nome di Dio o nostro o dell’amore o della fiducia, o di quello che di più bello sentiamo nel cuore.

Potrebbe essere un momento sacro, un rituale prezioso per dir loro: ti amo e credo in te, nelle tue capacità, anche se a volte sono pauroso, anche se a volte sono apprensivo, anche se a volte sono troppo ingombrante. Ti benedico, ti auguro tutto il bene che meriti, sono certo che tu sia un essere umano meraviglioso e che lo sarai sempre.

Veronica

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  1. timoilbruco

    Ciao, è abbastanza aliena per me l’idea di benedizione, proprio perché come dici la consideriamo pertinenza dell’ambito religioso, da cui personalmente mi sento molto lontana. Però credo di capire cosa intendi: d’altra parte per guardarli da lontano devi avere fiducia nel legame che hai con loro, e alcuni momenti di intenso contatto servono a “ricaricare” quel legame per ripartire verso nuove avventure!

  2. Stelle di Chiara

    io ho letto questa benedizione a mio figlio, allora 27enne, lo scorso anno…
    mi sono sentita molto alleggerita, molto serena nel farlo…
    ho sentito che, attraverso la benedizione a mio figlio, è cambiato molto anche il mio sentire con i miei genitori…

    Antica Benedizione Ebrea ai Figli
    “Figlio Mio, devo dirti una cosa:
    devo dirti che per me è stata una gioia straordinaria il fatto di essere tua madre, una gioia enorme, talmente grande che mi ha fatto paura….
    per che questo tante volte non siamo andate d’accordo…
    tutta apparenza, perchè io in realtà avevo paura di questa gioia.
    Tu sei stata una persona così luminosa nel primo istante e lo
    sarai per sempre e devi sapere che nella tua vita qualsiasi cosa
    ti capiti tu hai la mia energia accanto a te, sempre…”

    poi nei giorni scorsi ho avuto la splendida opportunità di leggere dal testo dal Vecchio Testamento della Bibbia del Libro di Tobia…
    è una Bellissima Fonte di Benedizioni ai propri figli:
    è molto importante Benedire i Propri Figli:
    Dire-Bene ai propri figli… Dire Buone Parole!

    Grazie!

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